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Band ed eventi

EPK online per band: il press kit che i booker aprono davvero

Come strutturare un EPK / press kit digitale — bio, foto, rider, link audio — che un’agenzia apre in un click, senza ZIP, Drive sparsi e PDF «definitivi_v7».

Un booker mi ha scritto una riga: «Se il materiale è un Drive con dodici cartelle, chiudo.» Non era scortese. Aveva tre minuti e altre quindici band in lista. Quando costruisco un sito per musicisti, l’EPK online è spesso la prima pagina: una URL sola, aggiornabile, che sostituisce ZIP e «ti mando tutto su WhatsApp».

Cosa cerca chi valuta un’apertura

Bio corta e lunga, foto ad alta risoluzione usabili, due o tre pezzi audio/video forti, rider essenziale, area geografica e tempi di anticipo. Niente wallpaper da forum, niente romanzi. Se in tre minuti non trova il pezzo migliore e un contatto chiaro, passa oltre.

Io metto l’EPK come pagina del sito band, non come allegato. Booking, produzione e social ricevono lo stesso link. Zero versioni che divergono.

Bio e foto: ordine prima del «bello»

In cima la bio corta (ottanta–centoventi parole); sotto quella lunga per i comunicati. Le foto le raggruppo per uso: live, press, crop social. Pesi sotto controllo — su mobile nessuno scarica quaranta mega di TIFF.

Per l’audio preferisco embed o link diretti a Spotify/Bandcamp; per il video un live e un pezzo da sala. Tre pezzi forti battono quindici mediocri.

Rider senza drama da «versione finale»

Una sezione rider scaricabile (PDF leggero) più un riassunto in pagina: canali, backline minimo, durata set. Quando cambia qualcosa, aggiorno file e data «ultimo aggiornamento». Niente mail «DEFINITIVO_v7_FINAL_davvero».

Aggiungo anche il raggio tipico (Friuli, Veneto, oltre confine se serve) e quanto anticipo chiedete. Chi pianifica un festival a gennaio non vuole indovinare a giugno.

Pagina viva e PDF: entrambi, stessa fonte

La pagina resta sempre aggiornata per chi naviga; un one-pager o uno ZIP minimale serve a chi archivia offline. Il PDF lo tiro dal contenuto del sito, così non mentono l’uno all’altro.

Alias e side project? EPK separati, URL chiare. Un booker confuso è un booker che non richiama.

Da cartella caotica a link che si inoltra

Parto da ciò che avete: foto sparse, bio vecchia, link Spotify. Pulisco, gerarchizzo, pubblico. Poi collego il form booking così la richiesta arriva già contestualizzata («ho visto l’EPK, date libere a luglio»).

Se vuoi lo stesso per la tua band o come DJ, sul servizio band ed eventi musicali c’è lo schema; da contatti mi mandi i materiali grezzi e ti dico cosa manca prima di parlare con un’agenzia.

Domande frequenti

EPK e press kit sono la stessa cosa?
In pratica sì: materiale ufficiale per stampa, festival e booking. «EPK» è il termine all’estero; in Italia senti spesso «press kit». Conta la struttura, non l’etichetta.
Serve ancora un PDF se ho la pagina web?
Utile come archivio e per chi lavora offline. La fonte di verità resta la pagina: aggiorno il PDF quando cambia il sito, non il contrario.
Cosa non mettere nell’EPK?
Tracklist infinite, dump fotografici non selezionati, link a chat private, Drive con password scadute. Meno rumore, più decisione.
L’EPK può essere bilingue?
Sì: bio e one-pager in italiano e inglese aiutano se mirate a circuiti oltre confine. Lo faccio spesso per chi gira Austria e Slovenia.