Dominio, email e SEO del nome: fare trovare il tuo portfolio (non un omonimo)
Come scegliere dominio e email professionali, e impostare SEO on-page sul tuo nome e cognome così chi ti cerca trova il portfolio giusto.
Cerchi il tuo nome su Google e esce un omonimo, un vecchio PDF e un profilo abbandonato. Il portfolio esiste, ma non è “tuo” nei risultati. Dominio, email e SEO base sistemano proprio questo.
Dominio: nome.cognome, studio, o brand?
Per freelance e creativi, nome-cognome.it (o .com) è spesso la scelta più chiara: memorie, biglietti, firme mail. Se il cognome è impossibile da scrivere, un brand corto e pronunciabile batte un URL da rompicapo.
Evito numeri casuali e trattini eccessivi. Un dominio stabile vale più di uno “carino” che cambi tra due anni.
Email sullo stesso dominio: segnale silenzioso
ciao@tuodominio batte nome.cognome88@gmail in una firma professionale. Non è snobismo: è coerenza. Chi riceve la mail vede lo stesso mondo del sito.
Configuro SPF/DKIM quando serve e tengo un forward semplice. Non serve un inbox enterprise per un portfolio personale.
SEO del nome: title, H1 e fatti unici
Title e description devono includere nome, ruolo e cosa fai — non solo “Home” o “Portfolio”. In homepage un H1 chiaro; in “chi sono” fatti che solo tu puoi avere: città, specializzazione, collaborazioni pubbliche.
Schema Person / profilo dove ha senso. Link da LinkedIn, GitHub, Behance verso il dominio canonico. Un segnale da più fonti batte dieci keyword stuffing.
Omonimi e disambiguazione
Se il tuo nome è comune, aggiungi un qualificatore naturale: ruolo, città, medium. «Giulia Rossi — UX designer Udine» è più utile di «Giulia Rossi creative visionary».
Una pagina about con foto riconoscibile e bio specifica riduce i click sbagliati. Non serve un comunicato stampa: serve chiarezza.
Cosa non fare (anche se “lo fanno tutti”)
Non comprare dieci domini “per sicurezza” e lasciarli vuoti. Non mettere keyword nel dominio tipo miglior-designer-milano. Non affidarti solo a un link in bio Instagram come unica scoperta.
Quando imposto un CV portfolio, dominio, email e basi SEO sul nome sono il pavimento: sopra ci costruisci case study e CTA. Senza pavimento, il resto scivola.
Domande frequenti
- Meglio .it o .com per un portfolio in Italia?
- Entrambi vanno. .it è chiaro in ambito locale; .com è più neutro per lavoro internazionale. Conta disponibilità del nome e coerenza con l’email.
- Devo comprare anche le varianti del dominio?
- Solo se c’è rischio reale di confusione o typosquatting. Altrimenti una variante ben scelta e redirect eventuali bastano.
- Quanto tempo ci vuole per rankare sul proprio nome?
- Con nome poco competitivo spesso settimane/pochi mesi se LinkedIn e sito puntano allo stesso brand. Con omonimi forti, serve costanza e backlink naturali.
- Google Sites o Notion bastano per la SEO del nome?
- Per partire sì, ma resti su dominio altrui e con limiti di branding. Un dominio proprio dà controllo su title, URL e email professionale.
CV e portfolio: pagine locali
Pagine localizzate per le città più popolate. Stesso metodo, territorio diverso.