Case study nel portfolio: struttura che regge un’intervista con il cliente
Come scrivere case study di portfolio che non siano slideshow: contesto, ruolo, decisioni, risultato — così in call non ripeti tutto da zero.
Apri un portfolio e vedi dieci mockup belli e zero storia. In call il cliente chiede: «ok, ma tu cosa hai fatto esattamente?». Se il case study non risponde prima, stai regalando mezz’ora di recupero.
Il formato che uso (e perché non è un romanzo)
Contesto in tre-quattro frasi: chi era il cliente, che problema aveva, che vincoli c’erano. Poi il tuo ruolo — non «abbiamo fatto», ma cosa hai guidato tu. Poi due-tre decisioni che contano. Infine un risultato misurabile o, se non c’è KPI, un outcome onesto.
Evito il wall of text. Preferisco sezioni corte e immagini che illustrano la decisione, non solo il deliverable lucido.
Screenshot senza contesto = portfolio da scrollare e dimenticare
Un mockup da solo dice «so usare Figma». Non dice se hai negoziato lo scope, se hai semplificato un flusso, se hai salvato un go-live. Il pezzo che convince è la scelta, non solo la pixel perfection.
Se hai NDAs, racconta il problema in forma anonima e mostra ciò che puoi. Meglio un caso parziale chiaro che un progetto “confidenziale” vuoto.
Ruolo e contributi: dove molti portfolio mentono per omissione
Scrivere «team di cinque» senza dire cosa hai fatto tu è un red flag. Io chiedo di esplicitare: research, UI, frontend, art direction, copy. Non serve gonfiare. Serve onestà leggibile in dieci secondi.
In intervista ti faranno domande su quel pezzo. Se il testo già delimita il perimetro, la conversazione sale di livello subito.
Risultati: numeri quando ci sono, narrativa quando non ci sono
Conversioni, tempo di caricamento, ticket supporto giù, lead in più: mettili. Se il lavoro era brand o editoriale, spiega cosa è cambiato per il cliente — chiarezza, coerenza, time-to-publish.
Niente metriche inventate. Un «il cliente ha rinnovato il contratto» vale più di un +347% senza fonte.
Quanti case study e in che ordine
Tre-cinque pezzi forti battono una griglia infinita. Metto in alto ciò che vuoi attrarre adesso, non solo ciò che ti piace di più sentimentalmente. Il resto può stare in un archivio o in un PDF.
Quando strutturo un portfolio CV, i case study sono il cuore: il resto del sito serve a farli arrivare e a far partire il contatto.
Domande frequenti
- Devo includere progetti personali o solo client work?
- Entrambi vanno, se dimostrano skill rilevanti. Segnalo chiaramente cosa è personale e cosa è commissionato — evita ambiguità sul livello di responsabilità.
- Quanto deve essere lungo un case study?
- Abbastanza da rispondere a contesto, ruolo, decisione, esito. Di solito una pagina scrollabile, non un white paper. Se serve profondità, aggiungo una sezione espandibile.
- E se non ho metriche?
- Usa outcome qualitativi onesti: processo migliorato, stakeholder allineati, deliverable adottato. Non inventare percentuali.
- Posso riusare lo stesso case su LinkedIn?
- Sì, in forma corta. Sul sito resta la versione completa; su LinkedIn un teaser con link al pezzo intero.
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