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Above the fold landing ads: headline, prova e una sola CTA

Nei primi secondi decidi se il click ads vale. Come organizzo headline, prova sociale e call to action unica sopra la piega — senza menu e senza clutter.

Sul telefono «sopra la piega» sono pochi centimetri. Chi arriva da un annuncio non scorre per curiosità: decide se restare. Progetto quell’above-the-fold come un contratto in tre pezzi: cosa offri, perché fidarsi, cosa fare adesso. Vantaggi, FAQ e dettagli stanno sotto.

Headline = promessa dell’annuncio, non un nuovo slogan

Se l’ads dice «Preventivo tetto in 24 ore a Udine», l’H1 non può essere «Soluzioni edilizie di qualità». Quasi letterale, stessa parola chiave o stesso beneficio. La persona deve pensare: sono nel posto giusto.

Sotto, una riga di supporto: per chi è, in quanto tempo, senza jargon. Niente «eccellenza» o «passione». Preferisco tempi, zone, condizioni chiare.

Prova subito, non dopo lo scroll

Stelle Google, citazione corta, logo clienti, anni di attività — qualcosa di verificabile nello stesso blocco hero. Non un badge fluttuante: una riga di fiducia sotto o affianco alla headline.

Se non hai ancora recensioni, uso prove alternative: garanzia concreta, anteprima del processo («ti richiamo entro un giorno lavorativo»). Meglio una prova debole ma vera che social proof inventata.

Una CTA primaria. Punto.

Form, WhatsApp, PDF e «chiama ora» nello stesso hero = paralisi. Scelgo un’azione allineata all’obiettivo campagna. WhatsApp o telefono possono stare sotto, più piccoli — non come gemelli uguali.

Il bottone ha un verbo: «Richiedi il preventivo», «Prenota la call», «Iscriviti». Niente «Invia». Form corto: 3–5 campi. Ogni campo in più costa conversioni e quindi CPC.

Cosa tolgo di proposito

Menu completo, caroselli autoplay, pop-up al primo secondo, video con audio, slider di testimonianze pesanti. Sulla landing ads il rumore costa click.

Anche il logo linkato alla homepage è un’uscita: a volte lo lascio non cliccabile, o lo mando a una pagina soft solo dopo la conversione. Sembra drastico; sul cold traffic funziona.

Sotto la piega: obiezioni, non romanzo aziendale

Dopo l’hero: benefici, tre step di come funziona, FAQ su prezzo, tempi, zona, impegno. Non la storia del brand per intero. Chi vuole approfondire lo fa dopo aver lasciato il contatto — o da una pagina linkata in conferma.

Se vuoi che progetti l’above-the-fold sulla prossima campagna, sul servizio landing ads e da contatti partiamo dall’annuncio reale: screenshot e obiettivo. Da lì nasce l’hero, non da un moodboard.

Domande frequenti

Il form deve stare per forza sopra la piega?
Su mobile sì, o almeno la CTA che porta al form. Su desktop posso affiancare testo e form. L’azione primaria deve essere visibile senza indovinare.
Quante parole può avere la headline?
Poche: una riga e mezza al massimo sul telefono. Condizioni e asterischi in microcopy sotto, non nell’H1.
Posso mettere WhatsApp come seconda CTA?
Sì, con gerarchia chiara: primaria grande, WhatsApp secondario. Se Meta ottimizza per messaggi, WhatsApp diventa la primaria — una sola storia.
Serve una foto hero full-bleed?
Se rafforza l’offerta (prodotto, luogo, risultato), sì. Se è stock generico, spesso un layout tipografico con prova sociale converte di più e pesa di meno.